Procedimenti pendenti in calo, ma l’arretrato resta una “montagna”

Tre milioni, 229mila e 284: tanti sono i procedimenti penali che risultavano pendenti in Italia al 30 giugno 2016. Il numero, impressionante e ufficiale, fa parte dei dati sulla giustizia penale elaborati dalla Direzione Generale della statistica e dell’analisi del Ministero della Giustizia e diffusi a gennaio nel corso della relazione tenuta dal Ministro in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

La buona notizia è che questo enorme arretrato si sta (molto) lentamente smaltendo: i procedimenti penali pendenti presso gli uffici giudiziari, infatti, hanno visto una riduzione del del 6,9% rispetto al 30 giugno 2015. Una riduzione da ricondurre da un lato ad un leggero calo delle nuove iscrizioni e dall’altro ad un incremento del numero delle definizioni.

La riduzione delle pendenze più significativa è quella riscontrata nei Tribunali, che presentano tra l’anno giudiziario 2014/2015 e quello 2015/2016 una diminuzione pari al -3,8%, quasi interamente trainata dall’ufficio gip/gup, mentre la riduzione più importante in termini percentuali si riscontra presso il Giudice di Pace.

Scendendo nel dettaglio dei diversi uffici del settore penale, nella Procura della Repubblica i procedimenti con autore noto iscritti nell’anno giudiziario 2015/2016 sono diminuiti del 7,3% rispetto all’anno precedente, anche se risultano in leggero aumento i procedimenti per i reati di competenza della DDA. Il calo delle pendenze va ricondotto anche ad un positivo incremento delle definizioni, salite del 5,2%.

Per gli uffici di Tribunale (dibattimento e ufficio del giudice per le indagini e l’udienza preliminare) nel complesso, l’anno giudiziario 2015/2016 ha evidenziato un leggero incremento delle iscrizioni (+2,1%) ma anche delle definizioni (+4,9%) e ciò ha determinato un calo delle pendenze (-3,8%).

Per quanto riguarda il Giudice di pace, a fronte di un leggero aumento delle iscrizioni si è registrato un discreto incremento delle definizioni (+10,9%), che ha portato ad una riduzione delle pendenze del 12,8%.

Concludendo con la Corte di Appello, il secondo grado evidenzia invece un incremento delle iscrizioni del 16,5% ed anche, conseguentemente, delle pendenze, che sono salite del 2,7%.

Secondo il Ministero, questo quadro complessivo della giustizia penale che evidenzia un andamento complessivamente positivo apre anche a ragionevoli aspettative di ulteriore miglioramento per effetto delle innovazioni organizzative e normative in atto, che vanno a incidere sia sul piano del diritto sostanziale sia su quello processuale.

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