L’auto si scontra con due cavalli liberi sulla strada: proprietario responsabile

Gli incidenti causati dagli animali sono un fenomeno tutt’altro che secondario. Nel 2017 l’apposito Osservatorio dell’Asaps ha registrato 155 incidenti significativi – ma si parla soltanto di quelli con persone rimaste seriamente ferite o decedute – con il coinvolgimento di animali, nei quali 14 persone sono morte e 205 hanno riportato lesioni gravi.

Anche un’interrogazione parlamentare sul fenomeno

Lo scorso gennaio è stata presentata addirittura un’interrogazione parlamentare dopo il terribile sinistro verificatosi il 3 gennaio sull’autostrada A1 nel tratto Lodi-Casalpusterlengo, dove l’improvviso attraversamento di un branco di cinghiali ha determinato una vittima e numerosi feriti.

La stragrande maggioranza di questi incidenti, infatti, 138 casi nel 2017, infatti, riguarda gli animali selvatici, ma ce ne sono diversi (i restanti 18 nel 2017) che chiamano in causa anche animali domestici: cani in primis, ma anche… cavalli.

Al riguardo, è senza dubbio particolare la vicenda di cui si è occupata la Corte di Cassazione, che ha ribadito, con l’ordinanza n. 11598/19 depositata il 3 maggio 2019, come in questi casi, a meno che non sia provato in modo chiaro il “caso fortuito”, debba risponderne il proprietario.

 

Un automobilista di scontra con due cavalli e chiede il risarcimento

L’incidente in questione era accaduto il 12 ottobre 2010 in Calabria. Un automobilista si era scontrato violentemente con due cavalli che si trovavano inopinatamente liberi sulla carreggiata di una strada provinciale, peraltro sprovvista di pubblica illuminazione, riportando danni fisici oltre a quelli materiali sulla vettura.

Il conducente ha quindi citato in giudizio il proprietario degli animali chiedendo di essere risarcito e il Tribunale di Crotone ha accolto la domanda. Il padrone dei cavalli, tuttavia, ha impugnato la sentenza, ma la Corte d’Appello di Catanzaro ha confermato la decisione dei giudici di primo grado.

Non contento, il proprietario dei due puledri ha presentato anche ricorso per Cassazione riproponendo, in buona sostanza, le doglianze già sollevate in appello.

A suo dire i giudici non avevano tenuto conto della circostanza che ignoti avessero tagliato la recinzione del ricovero dei cavalli consentendone la fuga, il che avrebbe configurato un caso fortuito idoneo a interrompere il nesso causale con l’incidente.

Non solo. Secondo il proprietario, l’automobilista sarebbe stato “corresponsabile” del sinistro, con conseguente, doverosa applicazione del principio generale di pari responsabilità tra lui e i due cavalli.

 

La Cassazione respinge il ricorso

Ma per la Suprema Corte l’appello è infondato. Gli Ermellini, infatti, sottolineano il fatto che la circostanza che ignoti avrebbero manomesso la recinzione dei cavalli non sarebbe stata provata, trovando riscontro solamente nella presentazione di una querela “che non può essere ritenuta alla stregua di una prova dei fatti che in essa sono narrati”.

Ma anche se i fatti si fossero svolti nel modo illustrato dal ricorrente, “ciò – aggiunge la Cassazione – non sarebbe comunque valso ad escludere la sua responsabilità, non potendo configurare il caso fortuito un fatto sostanzialmente imputabile ad inadeguata vigilanza e controllo del proprietario degli animali sulla recinzione che li tratteneva”: omissione tanto più grave in considerazione della situazione di pericolo rappresentato da questo recito, essendo immediatamente prospiciente una strada provinciale.

Per inciso, la Cassazione si è espressa negativamente anche in ordine al secondo motivo del ricorso, relativo all’eventuale concorso di colpa del danneggiato.

E questo perché già la Corte d’Appello aveva escluso la possibilità per l’automobilista di adottare una manovra diversiva, idonea ad evitare l’incidente: una conclusione a cui la Corte territoriale era giunta anche sulla base delle testimonianze di altri due automobilisti che percorrevano in quel momento la strada e hanno assistito ai fatti. Dunque, condanna al risarcimento confermata.

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